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Gnawa Bambara: “Musicycle” – Concerto a zero impatto ambientale

Luglio 24 @ 6:30 pm - 8:00 pm

Gnawa Bambara

Domenica 24 luglio 2022, ore 18:30
Cervo, Area naturalistica Parco del Ciapà

Gnawa Bambara (Marocco)
Musicycle
Concerto a zero impatto ambientale

Abdenbi El Gadari – guimbri, voce
Ayoub El Mrabt – voce, danza, quarraqueb
Mohamed Bouhafsa – qarraqeb, voce
Ouail El Azhari – quarraqeb, voce

In collaborazione con Associazione Echo Art – Festival Musicale del Mediterraneo e con Associazione Fiab Tigullio Vivinbici APS

  • Scarica la guida all’ascolto del concerto

Biglietti

Posto unico non numerato € 15,00
Bambini fino ai 10 anni e disabili: ingresso gratuito

Button biglietteria online

Musicycle

Musicycle è un’esperienza insieme educativa e ambientale.
Si tratta di uno spettacolo di musica a impatto zero, dove l’impianto di amplificazione è alimentato dalla pedalata di dieci biciclette che generano l’energia elettrica necessaria al concerto per prendere vita. Tutti sono invitati a contribuire alla serata di musica facendo ruotare i pedali e producendo, così, energia.
Lo spettacolo si svolge in mezzo alla natura, nel Parco del Ciapà, un angolo di macchia mediterranea raggiungibile con una passeggiata attraverso un sentiero sterrato (circa 20 minuti) oppure in mountain bike, mezzo con cui gli spettatori sono invitati ad arrivare sul luogo del concerto.
Sono consigliate calzature adatte e una torcia per illuminare il sentiero sulla via del ritorno.
È disponibile un servizio navetta gratuito da Piazza Castello per anziani e disabili con partenze dalle ore 17:30.

Gnawa Bambara
Gnawa Bambara

Gnawa Bambara

Eredi degli antichi schiavi sudanesi, i Gnawa rappresentano una delle espressioni più rare della cultura marocchina per le loro origini e per la loro musica, terapeutica, trance, poliritmica, con i quali solo artisti come Pharoah Sanders, Randy Weston, Bill Laswell e pochi altri hanno collaborato.
I grossi tamburi t’bel, le nacchere di ferro qaraqeb, il liuto berbero guinbri portano gli adepti allo stato di coscienza alterato passando, nel rito completo chiamato Lila, attraverso sette fasi contraddistinte da diversi colori.
Presenti nelle regioni di Essauira, Fes, Marrakesh, Casablanca, i Gnawa sono membri della confraternita sufi costituita da neri africani eredi degli antichi schiavi originari del Ghana, Sudan occidentale, Guinea, Mali, Niger, Senegaluna confraternita religiosa nell’ambito del sufismo nord-africano.
La musica Gnawa produce una delle espressioni più importanti della trance-music africana, da sempre oggetto di studio antropologico ed etnomusicologico. La principale pratica della confraternita è la partecipazione collettiva alla Lila e alla Derdeba, rituali di musica e danza vissuti come liberazione catartica,  avvicinamento spirituale e perdita di coscienza.
A seconda del grado di abbandono, l’individuo raggiunge ciò che viene chiamato possessione, cioè un ritorno ai propri principi costitutivi, psichici, mentali, e spirituali, che può portare a guarigioni spettacolari. Il forte impatto emotivo è dato dall’incessante poliritmia delle percussioni a membrana T’bel, dalle qaraqeb, le grandi nacchere di ferro, dall’ipnotica melodia della chitarra tamburo guembri e dalle roteanti danze estatiche.
In Marocco le loro pratiche ancestrali hanno subito l’influsso del tasawwuf (sufismo, esoterismo islamico), portando alla costituzione di una tariqa (confraternita, via mistica) che ha come patrono il marabut Sidi Bilal, Compagno del Profeta e primo muezzin dell’Islam.
Musicisti e danzatori, i Gnawa praticano una complessa liturgia coreutico-musicale (lila, derdebà), che riattualizza il sacrificio primordiale e la genesi dell’universo attraverso l’evocazione delle sette principali manifestazioni dell’attività demiurgica divina, i sette mlùk, rappresentati da sette colori, scomposizione prismatica della luce-energia originaria.
I mlùk sono evocati da sette “divise musicali”, sette cellule melodico-ritmiche (um), ognuna delle quali, ripetuta e variata, dà origine a una delle sette suites che costituiscono il repertorio coreutico-musicale del rituale dei Gnawa. Nel corso di queste sette suite sono bruciati sette diversi tipi di incenso e i danzatori sono ricoperti da veli di sette colori differenti. Ognuno dei sette mlùk è accompagnato da un seguito di “personaggi”, identificabili dalla musica, dal canto e dai passi di danza: queste entità, trattate come “presenze” (hadràt) che il principio di coscienza incontra nello spazio/tempo estatico (hal), sono messe in relazione con complessi mentali e comportamenti umani. Scopo del rituale è reintegrare ed equilibrare le energie fondamentali del corpo umano, le stesse energie che sostengono i fenomeni sensibili e l’attività creatrice divina.
All’interno della confraternita, ogni gruppo (zriba) si riunisce attorno a una moqadmà, la sacerdotessa-officiante che guida la danza estatica (jedbà), e a un ma`allem, il maestro del ghnbrì (liuto-tamburo), accompagnato dai suonatori di qraqèb (crotali di ferro).
Preceduto da un sacrificio animale, che assicura il sostentamento per la serata, il rituale notturno inizia con l’apertura e la consacrazione dello spazio, l’aada (“abitudine”, forma rituale), durante la quale i musicisti Gnawa eseguono una danza vorticosa suonando i qraqèb e due grossi tamburi a doppia membrana (tbola). Il successivo intervento del ghnbrì apre il trèq (sentiero), la successione, rigidamente codificata, del repertorio rituale di musiche, danze, colori e incensi, che guida nel viaggio estatico attraverso i dominî dei sette mlùk, fino alla rinascita nel mondo ordinario, alle prime luci dell’alba.

Dettagli

Data:
Luglio 24
Ora:
6:30 pm - 8:00 pm
Categoria Evento:

Luogo

parco del Ciapa’