Una terra di pittori, una lunga storia

La bellezza di Cervo, borgo d’arte, ha attratto progressivamente nel corso degli anni, a cominciare dagli anni Cinquanta, non solo musicisti ma anche pittori. Si è formata progressivamente una comunità di artisti, prevalentemente torinesi, che ha tratto ispirazione per le loro opere non soltanto nella rappresentazione del borgo, ma anche della natura: gli olivi, i carrubi, i fichi d’india, i fiori, la luce, i colori, il mare e i pesci.

Il gruppo di artisti con le loro famiglie si trasferiva a giugno e rimaneva fino alla fine di settembre perché una volta le scuole iniziavano il primo ottobre.
Per loro non era soltanto un luogo vacanza ma anche di lavoro.

La prima è stata la famiglia di Adalberto Campagnoli, al quale nel 2025 si dedica la mostra al Bastione di Mezzodì.
Successivamente su invito di Adalberto il famoso pittore Felice Casorati che con la moglie Daphne aveva donato al figlio Francesco neo-sposo, anche lui pittore, un terreno per costruire una casa.
I due amici avevano tentato di organizzare un premio “Il pennello d’oro” per giovani artisti professionisti, che è rimasto in vita per un paio d’anni.
Negli ultimi decenni è stata ripresa questa iniziativa ma con caratteristiche diverse.

Nel corso degli anni questo gruppo è diventato progressivamente più consistente: il figlio di Adalberto, Romano, si è affermato come pittore; negli anni Sessanta è arrivato Piero Martina, pittore di fama, che ha trasformato il suo giardino in un luogo di ispirazione poetica; Francesco Menzio che aveva dimora nell’appartamento sopra la famosa palma. Da ricordare sono Giuseppe Schenone, Ennio Morlotti, di Milano, Sergio Saroni, Carmelina Piccolis, Mauro Chessa, Giorgio Ramella, ed altri ancora.

Nel 2008 si è tenuta una importante mostra a Palazzo Viale dal titolo “Cervo, Storie di pittura piemontese del Novecento in Liguria” che ha ricostruito la storia della comunità di artisti.

A distanza di anni, il Comune di Cervo, rappresentato dal format “Cervo è arte” con il Comitato Cervo, Arte Mostre ha deciso di dedicare un omaggio, una mostra l’anno ai suddetti artisti nel Bastione di Mezzodi e di apporre una targa commemorativa davanti alle loro dimore. Quest’anno, 2025, si è giunti alla sesta edizione con la mostra “Adalberto Campagnoli, un artista poliedrico”.

Cervo ha creato una collaborazione con il Liceo Artistico “Amoretti” di Imperia, trasformata in un vero progetto didattico, concernente lo studio dell’artista a cui è dedicata la mostra, previo un incontro con i familiari o con l’artista stesso, con lo scopo di realizzare una mostra dei lavori degli studenti l’ultima settimana di scuola, nel salone del Castello dei Clavesana a Cervo.
Ormai è una collaborazione consolidata, una intesa tra l’istituzione comunale e il mondo della scuola.

Aspettando Saroni”: il Liceo Artistico “Amoretti” di Imperia omaggia dal 4 al 30 giugno 2026 al Castello dei Clavesana Sergio Saroni

È stata inaugurata giovedì 4 giugno, al Castello dei Clavesana di Cervo, la mostra “Aspettando Saroni“, realizzata dagli allievi delle classi quarta e quinta del corso di arti figurative del Liceo Artistico “Amoretti” di Imperia.
Allestita fino al 30 giugno, “Aspettando Saroni” è parte di un percorso didattico che da anni vede il Liceo Artistico collaborare con il borgo per una dedica a uno dei tanti artisti che tra gli anni Cinquanta e Sessanta si ritrovò a Cervo formando una vera comunità. Il nome scelto per il 2026 è quello di Sergio Saroni, che per lungo tempo soggiornò a Cervo a Palazzo Ballaydier, dimora storica dotata di un’incantevole terrazza-giardino.
Gli studenti hanno incontrato Giovanna Saroni, figlia dell’artista, e si sono confrontati con una studiosa di storia dell’arte che ha svolto la tesi su Saroni, approfondendo temi e tecniche, anche molto differenti, nell’ambito del percorso creativo dell’artista.
Utilizzando olio, acrilico e una tecnica innovativa per incisioni su tetrapak, hanno realizzato le opere esposte in mostra al primo piano del Castello dei Clavesana.

Una dolcezza feroce”: Sergio Saroni in mostra dall’11 al 25 luglio 2026 al Bastione di Mezzodì

Cervo dedica al pittore torinese Sergio Saroni, a lungo ospite del borgo, la mostra Una dolcezza feroce.
La kermesse, allestita al Bastione di Mezzodì dal Comune di Cervo in collaborazione con il Comitato Arte e Mostre, prenderà il via sabato 11 luglio.

Una dolcezza feroce ripercorre la complessità del messaggio artistico ed estetico di Sergio Saroni con opere informali, figurative e di grafica.
L’artista ha fatto parte del gruppo di artisti torinesi che animarono per diversi decenni le estati di Cervo. Prese casa prima all’inizio di Strada San Bernardo e poi a Palazzo Ballaydier in Via Romana, nel cuore del centro storico. Da qui, dal terrazzo-giardino pensile di casa, dipinse particolari delle fasce mediterranee intorno al paese, scorci di via Romana e altri soggetti eleganti e raffinati tra i quali molti esposti in mostra.

Una dolcezza feroce è l’ossimoro – tratto da un articolo di Giovanni Testori del 1983 – scelto per indicare l’opera complessiva di Sergio Saroni in una mostra che si articola in diversi periodi utili a evidenziare l’evoluzione dell’ispirazione artistica del pittore.
Fabio Belloni, docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Torino, autore del catalogo, si sofferma sulle stagioni dell’arte di Saroni: diplomato all’Accademia di Belle Arti di Torino, alla scuola di pittura di Enrico Paulucci, con una tesi sull’artista irlandese Francis Bacon, noto per il linguaggio provocatorio e innovativo, si è subito orientato verso un codice espressivo informale senza abbandonare del tutto la figuratività.
Il catalogo, diviso in paragrafi tematici, coglie i diversi momenti della sua produzione artistica: Un’affermazione fulminea; La materia, il segno; Verso un’immagine oggettiva; Mestiere e poesia; L’incisione.

Una dolcezza feroce, la mostra-omaggio a Sergio Saroni, sarà esposta fino al 25 luglio.
Rimarrà visitabile tutti i giorni dalle 17:30 alle 19:30 e dalle 20:30 alle 22.

CALENDARIO

There are no upcoming events at this time