IL FESTIVAL DI CERVO

Musica e Cervo hanno un legame profondo, un legame la cui progenitura si lega dalle bizzarrie del fato che, oltre cinquant’anni orsono, ha impedito al violinista Franco Vallora di partecipare ad una serata benefica alla Chiesa di San Giovanni Battista, più nota come la Chiesa dei Corallini.
Fu il suo estemporaneo sostituto, Sándor Végh a subire la folgorazione iconografica, ma soprattutto acustica del sagrato di questa chiesa. Végh si innamora di Cervo, acquista la casa affacciata sulla piazza come una quinta naturale, vede una skené assoluta, elabora e poi propone al Comune un progetto ambizioso quanto visionario.

Cervo e la cultura si attraggono vicendevolmente. Lo sanno i tanti personaggi che discretamente la scelgono come ideale buen retiro. Pietro Citati, Henry Furst e suo moglie Orsola Nemi, Casorati, Campagnoli, Gina Lagorio, sono solo alcuni di questi, ma sarebbe lunghissimo l’elenco di quanti tra artisti, letterati e personaggi della cultura contemporanea hanno frequentato e frequentano il borgo.

Era inevitabile che il Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo seguisse un percorso di crescita, sviluppo e maturazione. Un’idea brillante e moderna è diventata un progetto strutturato, declinato in mezzo secolo di musica di altissimo livello e che negli ultimi anni si è arricchito ulteriormente con un’incursione jazz.
La trasversalità di genere, interpretata da artisti assoluti, intercetta e stimola un confronto tra mondi musicali apparentemente lontani ma irrinunciabili per chi ama la musica.

Oggi il Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo, giunto nel 2026 alla 63° edizione, cambia ancora pelle, in un dinamismo connaturato al suo essere e moltiplica gli appuntamenti.
Cervo investe quantitativamente e qualitativamente nel suo Festival, scommettendo sul presente ma ancor più sul futuro di una rassegna che si rinnova, riconfermando in toto le proprie ambizioni primordiali.

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63° FESTIVAL DI CERVO 2026

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LA STORIA DEL FESTIVAL

Dal sogno del virtuoso e direttore d’orchestra Sándor Végh ai trionfi sulla Piazza dei Corallini

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