1964: SÁNDOR VÉGH FONDA IL FESTIVAL DI CERVO

IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI MUSICA DA CAMERA DI CERVO: UNA STORIA CHE DURA DAL 1964

Il Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo si appresta alla sua 62ª edizione, confermando la sua importante presenza in campo artistico e musicale sul nostro territorio.

Le origini: la “scoperta” di Cervo

Ma qual è la storia del Festival di Cervo? Lo raccontiamo attraverso le memorie di Alice Végh, moglie del fondatore Sándor Végh (1912-1997), ungherese di nascita, naturalizzato svizzero e cittadino francese, violinista e direttore d’orchestra, fondatore della Camerata Academica del Mozarteum di Salisburgo.

Era la settimana di Pasqua del 1962 e la famiglia Végh aveva seguito Sàndor in tournée in Italia a Torino, per trascorrere qualche giorno tutti insieme. In quell’occasione ricevettero l’invito a pranzo a casa degli amici Bianca e Franco Vallora, eccellente violinista. Giunti all’appuntamento, vennero accolti da Bianca che era molto in apprensione per il marito non ancora rincasato. Era sul punto di chiamare la polizia, quando finalmente arrivò Franco con un’enorme fasciatura alla mano sinistra. In lacrime raccontò di aver avuto un incidente con la macchina e che disgraziatamente non avrebbe potuto suonare il violino per tre o quattro settimane. Sándor cercò allora di consolarlo, ma Franco, affranto, rispose che avrebbe dovuto tenere col suo quartetto di amici un concerto di beneficienza il Venerdì Santo a Cervo per il restauro della chiesa e che il programma previsto erano le Ultime sette parole di Cristo di Haydn.

Sándor allora chiese a Franco dove si trovasse la sua casa e Franco rispose che era proprio a Cervo, un bellissimo borgo con una bellissima chiesa! Sándor decise, così, di annullare tutti i suoi impegni e disse che in fondo la loro idea era quella di andare in vacanza alle Cinque Terre, ma che per lui sarebbe stato un grande piacere suonare le Ultime Sette Parole di Cristo il Venerdì Santo!

Fu così che cambiarono destinazione, dirigendosi in casa di Franco a Cervo per le prove e rimasero subito affascinati dal bellissimo borgo! 

Abbarbicato su un colle, di fronte al mare, Cervo è un luogo magico con le sue strette viuzze rigorosamente pedonali che dalla piazza del Castello in cima alla collina scendono verso l’Aurelia, lontana giù in basso con il suo traffico rumoroso, fra le case basse e colorate che fanno da cornice alla piazzetta dei corallini, dominata dalla Chiesa, di dimensioni enormi in rapporto a quanto la circonda. Fu costruita così perché i pescatori, al largo, potessero vederla. 

Franco aveva telefonato in anticipo a tutti i suoi amici per dare la notizia che Sándor Végh avrebbe suonato al suo posto. 

La mattina del concerto la Chiesa di San Giovanni Battista era completamente piena. A presentare il quartetto fu il Sacerdote che disse: “Purtroppo il nostro amico Franco Vallora ha avuto un incidente e non può suonare oggi. Al suo posto suonerà un povero rifugiato ungherese”. 

Franco allora saltò in piedi dalla sedia e corse gesticolando agitato verso l’altare. A quel punto il parroco si corresse dicendo: “Mi sono sbagliato, non è un povero rifugiato ungherese a suonare il primo violino, ma il compositore!”. 

Il pubblico scoppiò a ridere divertito! Dopo il concerto, il sacerdote si congratulò con Sándor Végh per l’ingente somma donata alla chiesa dal pubblico e gli chiese come potesse dimostrare la sua gratitudine.

La risposta di Sándor non si fece attendere: “Mi trovi una casa!”, affermò. La famiglia rimase stupita e il sacerdote di tutta risposta esclamò che la casa gialla di fronte alla chiesa era in vendita, aggiungendo di conoscere la proprietaria.

Erano anni che la famiglia Végh cercava una casa per trascorrere le loro vacanze con i figli e quella casa gialla diventò così il luogo d’incontro preferito e amato da tutta la famiglia. 

Nasce il Festival di Cervo: i grandi nomi

Sándor Végh era rimasto affascinato non solo dalla bellezza del luogo, ma anche dall’acustica della piazzetta, ideale per la musica classica: «Piazzetta chiusa come una conchiglia tra le case e la chiesa appena tinta di rosa e di verde”, l’aveva descritta la scrittrice Gina Lagorio nel suo romanzo Tosca dei gatti. 

Dopo averci pensato circa un anno, dunque, Végh andò in Comune e espose il proprio progetto. 

La macchina organizzativa si mise in moto.

«Nella vicina Imperia – ha scritto Stefano Delfino nel volume Cervo note d’oro per la 50° edizione del Festival –  dove c’è un efficiente tessuto industriale, ci sono anche intraprendenti operatori della pubblicità e delle pubbliche relazioni. Tra questi Jacopo Varaldo che coniò uno slogan efficace: “Amate Mozart? Venite a Cervo”. Gli ingredienti del successo? Le risorse economiche trovate da un’illuminata Amministrazione comunale, la disponibilità di concertisti di valore grazie ai contatti di Vegh, un’abile campagna promozionale: basti pensare che nel 1964 l’edizione inaugurale di quelle che all’inizio erano chiamate “Serate musicali” ha il patrocinio artistico di Elisabetta regina del Belgio, del principe Josè di Baviera Borbone e del violoncellista Pablo Casals.

La storia del Festival di Cervo: l’Albo d’Oro

Végh, musicista straordinario e amico dei maggiori artisti a livello internazionale trasformò insomma la piccola cittadina ligure in una sorta di Salisburgo del Mediterraneo. Basta leggere i nomi che assicurarono la loro presenza nelle prime edizioni: oltre al Quartetto Vegh, Arturo Benedetti Michelangeli, Sviatoslav Richter, Wilhelm Kempff, Annie Fischer, Severino Gazzelloni, Maurizio Pollini, i Solisti Veneti. E poi negli Anni Settanta Elisabeth Schwarkopf, Jean-Pierre Rampal, Nikita Magaloff, Yehudi Menhuin, Salvatore Accardo, Martha Argerich, Ugo Ughi, Alexander Lonquich. Un elenco incredibile che potrebbe naturalmente continuare nei decenni successivi includendo ancora nomi come i King’s Singers, Leonid Kogan, Gidon Kremer, Lazar Berman, Lella Cuberli, Viktoria Mullova, il Quartetto di Cremona, Stefano Bollani, Katia & Marielle Labeque.

Negli anni Novanta, gradualmente il Festival di Cervo ha modificato la propria struttura musicale. Non più solo musica classica, ma anche, ad esempio, jazz, con nomi sempre di livello, ma nell’ottica di una differenziazione di proposte atte ad avvicinare un pubblico sempre maggiore.

Su questa strada prosegue ancora oggi l’avventura di un Festival che è fra i più longevi a livello nazionale e che ha saputo nel tempo favorire la nascita intorno a sé di altre realtà musicali che assicurano a Cervo un’attività culturale e artistica continuativa.