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“Una dolcezza feroce” | Sergio Saroni in mostra a Cervo | 11 – 25 luglio 2026, Cervo, Bastione di Mezzodì

Una dolcezza feroce: Sergio Saroni in mostra dall’11 al 25 luglio al Bastione di Mezzodì
Cervo dedica al pittore torinese Sergio Saroni, a lungo ospite del borgo, la mostra Una dolcezza feroce.
La kermesse, allestita al Bastione di Mezzodì dal Comune di Cervo in collaborazione con il Comitato Arte e Mostre, prenderà il via sabato 11 luglio.
In mattinata, alle ore 11, come per diversi altri pittori sabaudi vissuti a Cervo, sarà scoperta la targa dedicata all’artista posta sulla sua casa nel paese, in via Romana.
Ad arricchire la cerimonia, l’intervento musicale del violinista Matteo Scatti.
Seguirà nel pomeriggio, alle 17: 30, all’Oratorio di Santa Caterina, la presentazione ufficiale della mostra con la Sindaca Lina Cha e la coordinatrice del progetto Cervo è arte, Antonella Martina.
A conclusione, gli interventi del professore Fabio Belloni dell’Università di Torino, curatore della mostra, e di Giovanna Saroni, figlia dell’artista.
Tra le 18.30 e le 19 è previsto il taglio del nastro ufficiale al Bastione di Mezzodì.
Il messaggio artistico ed estetico di un pittore torinese innamorato di Cervo
Una dolcezza feroce ripercorre la complessità del messaggio artistico ed estetico di Sergio Saroni con opere informali, figurative e di grafica.
L’artista ha fatto parte del gruppo di artisti torinesi che animarono per diversi decenni le estati di Cervo. Prese casa prima all’inizio di Strada San Bernardo e poi a Palazzo Ballaydier in Via Romana, nel cuore del centro storico. Da qui, dal terrazzo-giardino pensile di casa, dipinse particolari delle fasce mediterranee intorno al paese, scorci di via Romana e altri soggetti eleganti e raffinati tra i quali molti esposti in mostra.
Una dolcezza feroce è l’ossimoro – tratto da un articolo di Giovanni Testori del 1983 – scelto per indicare l’opera complessiva di Sergio Saroni in una mostra che si articola in diversi periodi utili a evidenziare l’evoluzione dell’ispirazione artistica del pittore.
Fabio Belloni, docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Torino, autore del catalogo, si sofferma sulle stagioni dell’arte di Saroni: diplomato all’Accademia di Belle Arti di Torino, alla scuola di pittura di Enrico Paulucci, con una tesi sull’artista irlandese Francis Bacon, noto per il linguaggio provocatorio e innovativo, si è subito orientato verso un codice espressivo informale senza abbandonare del tutto la figuratività.
Il catalogo, diviso in paragrafi tematici, coglie i diversi momenti della sua produzione artistica: Un’affermazione fulminea; La materia, il segno; Verso un’immagine oggettiva; Mestiere e poesia; L’incisione.
Artista precoce, presente sulla scena artistica già a vent’anni, Sergio Saroni rivela attraverso le sue opere uno scavo interiore, espresso anche dall’interesse letterario in particolare per La luna e i falò di Cesare Pavese.
Nel corso degli anni, si sposta verso la letteratura americana: Francis Scott Fitzgerald e William Faulkner, cui si ispira per Luce d’agosto.
Il percorso cervese si concentra sulla materia e il segno: tra gli anni Cinquanta e Sessanta la pittura di Saroni si fa sempre più materica e determinante diventa il segno, espressione della sua interiorità.
Successivamente l’arte povera si diffonde a livello internazionale e Torino ne diventa uno dei centri di maggior rilievo: il pittore torinese si sposta verso una profonda ricerca interiore e un linguaggio connotativo e raffinato, di cui le opere in mostra costituiscono una testimonianza di rilievo.
La fotografia diventa un ponte verso nuovi soggetti e nuove tecniche come l’incisione, l’acquaforte, la punta secca.
Una dolcezza feroce: la Sindaca Lina Cha e e la coordinatrice del progetto Cervo è arte, Antonella Martina rievocano Sergio Saroni
«Le opere di Saroni arricchiscono quel patrimonio di creatività e arte che si è formato progressivamente dagli anni Cinquanta attraverso la cifra stilistica di artisti ispirati dal clima e dall’ambiente che Cervo ha saputo comunicare – così la Sindaca Lina Cha – Dal 2019 abbiamo omaggiato Piero Martina, Francesco Casorati, Romano Campagnoli, Carmelina Piccolis, Peppino Schenone, Antonio Carena, e Adalberto Campagnoli, il capostipite della comunità di artisti del nostro borgo».
All’artista è stata intitolata anche la mostra Aspettando Saroni (dal 4 al 30 giugno), esito di un progetto didattico realizzato con gli studenti del Liceo Artistico “Amoretti” di Imperia e le insegnanti Cristina Rovaldi e Laura Comollo, che ogni anno contribuisce ad approfondire e raccontare l’opera di uno degli artisti del cenacolo cervese.
Come tanti altri artisti, anche Sergio Saroni fu attirato dal paesaggio cervese: il mare, la macchia mediterranea e i suoi colori erano al centro della creatività del gruppo di artisti e amici torinesi.
«Sergio era una presenza costante a casa nostra a Cervo, coinvolto in discussioni sull’arte con nostro padre, il pittore Martina, nel giardino, luogo di creazione artistica e confronto – racconta Antonella Martina – Sergio e Annamaria arrivarono a Cervo agli inizi degli anni Settanta con la figlia Giovanna molto piccola. In quegli anni Sergio era dedito prevalentemente alle incisioni, stupefacenti per il loro rigore estetico e formale, con una forte figuratività dalle valenze simboliche: composizioni di rose con uccellini, di frutta con rami, la metafisica Gran Madre torinese nello sfondo e rami secchi in primo piano Gli anni Ottanta lo riportano alla pittura caratterizzata da nature morte e dai ritratti come quello commovente di Giovanna bambina».
Il dialogo tra Martina e Saroni si interrompe con la scomparsa del primo, seguita a distanza di quasi dieci anni da quella di Sergio.
Non fu uno scambio sempre facile: i due conducevano una ricerca pittorica da lati diversi, con una diversa visione artistica, ma con affinità dovute a un ambiente torinese comune che dal dopoguerra in poi si era espresso per creatività e vivacità culturale anche grazie alla cornice mediterranea offerta da Cervo.
Orari di visita della mostra Una dolcezza feroce
Una dolcezza feroce, la mostra-omaggio a Sergio Saroni, sarà esposta fino al 25 luglio.
Rimarrà visitabile tutti i giorni dalle 17:30 alle 19:30 e dalle 20:30 alle 22.
