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Cervo in Blu d’Inchiostro | Nanni Perotto, Dainius Būrė, Diego Ardoino | Cervo, Palazzo Viale, Oratorio di S. Caterina, 19 settembre

Settembre 19
Cervo in Blu di Inchiostro 19 settembre_Nanni Perotto, Dainius Būrė, Diego Ardoino

Cervo in Blu d’Inchiostro, XIV edizione 2026, inaugura sabato 19 settembre la stagione autunnale con una tripletta di iniziative. Una giornata ricca di incontri e voci che si intrecciano alle vicende lituane.
In mattinata, alle ore 11, Nanni Perotto farà il suo ingresso a Palazzo Viale.
Nel pomeriggio, a partire dalle ore 17, l’Oratorio di Santa Caterina farà da cornice agli interventi di Diego Ardoino e Dainius Būrė.

Nanni Perotto, scrittore e docente del Liceo “Aprosio” di Ventimiglia, presenterà in dialogo con Diego Ardoino (Università di Vilnius e Università di Berna) il volume “I bambini no, lasciateli stare”, dedicato all’eccidio nazifascista di Montalto Carpasio (1944) e al sacrificio di due religiosi, uno lituano e uno italiano, in difesa di un gruppo di bambini orfani.

Dalle ore 17, sempre di sabato 19 settembre, si susseguiranno, per Cervo in Blu d’Inchiostro, “Prima del patriarcato: il sacro femminile di Marija Gimbutas”, lectio magistralis di Dainius Būrė, professore di Letteratura Italiana all’Università di Vilnius e “Birutė: la fiamma che divenne corona”, in cui Diego Ardoino, professore di Linguistica Italiana all’Università di Vilnius, racconterà mito e storia della vestale pagana che plasmò il destino del Granducato di Lituania.

Nanni Perotto: “I bambini no, lasciateli stare” | Palazzo Viale

Nel libro “I bambini no, lasciateli stare” Nanni Perotto parte dalla testimonianza diretta della madre dell’autore che il 17 agosto 1944 era presente – bambina di 7 anni – al Santuario di N. S. dell’Acquasanta a Montalto Ligure.
Nel ricovero vicino al Santuario vivevano una dozzina di bambini orfani sfollati da Imperia, affidati alle cure di un sacerdote lituano, Don Stanislao Barktus e di un seminarista, Mario Bellino.
Il 17/8/1944 i nazifascisti arrivarono sul luogo dopo avere già trucidato altre persone, minacciando di uccidere i bambini se non avessero ottenuto informazioni sui partigiani. I due religiosi si opposero: in particolare, Don Stanislao urlò “I bambini no, lasciateli stare!“, frase che gli orfani hanno legato alla loro salvezza. I nazifascisti infierirono allora sui due per poi assassinarli.
Il libro ripercorre la vicenda attraverso le testimonianze dirette e i documenti disponibili, inserendo il fatto nel momento storico che stava vivendo la provincia in quei mesi.
Recentemente sono stati trovati e contattati i nipoti di Don Stanislao in Lituania e la comunità di Upyna, suo paese di origine, ha deciso di tradurre il volume in lingua lituana, presentandolo a novembre alla popolazione locale.
La ricerca prosegue così come la collaborazione con la Lituania per predisporre il materiale relativo alle due vittime per l’ipotesi di apertura del processo di beatificazione per martirio.

Dainius Būrė, professore di letteratura italiana presso l’Università di Vilnius: Prima del patriarcato: il sacro femminile nella visione di Marija Gimbutas | Oratorio di Santa Caterina

Prima che Zeus lanciasse i suoi fulmini, prima che Marte guidasse gli eserciti, prima che gli dèi guerrieri dominassero il cielo europeo, esisteva forse un’altra immagine del sacro: una divinità che non governava dalla distanza, ma viveva nella terra, nell’acqua, negli animali e nel corpo umano.
L‘intervento di Dainius Būrė, professore di Letteratura Italiana presso l’Università di Vilnius, esporrà le principali ipotesi dell’archeologa Marija Gimbutas che dedicò gran parte della sua vita alla ricostruzione di questo universo simbolico e alla comprensione del significato della Grande Dea dell’Europa antica.

Diego Ardoino, professore di linguistica italiana e direttore del Dipartimento di Linguistica e Letteratura italiana presso l’Università di Vilnius: Birutė: la fiamma che divenne corona | Oratorio di Santa Caterina

Birutė costituisce una figura di rilievo nell’immaginario storico e culturale lituano.
Vissuta nel XIV secolo, è descritta dalla tradizione come una vaidilutė, ossia una giovane consacrata alla religione pagana baltica, che sarebbe stata costretta dal granduca Kęstutis a sposarlo e divenne madre di Vytautas il Grande, uno dei più importanti sovrani della Lituania medievale.
La sua figura si colloca in una fase cruciale della storia lituana, quando il paese era ancora pagano e impegnato nel conflitto con l’Ordine Teutonico, alla vigilia della cristianizzazione ufficiale.
Nel corso dell’Ottocento, durante il Risveglio nazionale lituano, Birutė fu progressivamente trasformata in un’eroina di carattere romantico e patriottico.
Poeti, scrittori e musicisti contribuirono alla diffusione del suo mito, facendone un simbolo della Lituania precristiana, della sua tradizione religiosa e del profondo legame con la natura.
Birutė assume così un valore emblematico, rappresentando una forma di continuità ideale tra il passato medievale e la costruzione dell’identità nazionale lituana moderna.

Gli intermezzi musicali a cura dei giovani musicisti dell’Associazione San Giorgio di Cervo

In entrambe le iniziative di Cervo in Blu d’Inchiostro di sabato 19 settembre parteciperanno i giovani musicisti dell’Associazione San Giorgio di Cervo.

Al mattino, a Palazzo Viale, alle ore 11, si esibiranno la violoncellista Linda Terrizzano e il violinista Matteo Scatti. Il programma musicale è in corso di definizione.
Nel pomeriggio sarà, invece, protagonista la giovanissima pianista Beatrice Meloni, che eseguirà brani di Bach e Ghetalova.

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